If you don’t like that, you don’t like NBA basketball?

Pubblicato: 03/13/2011 in Basket, NBA
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E’ risaputo, gli americani lo showbiz ce l’hanno nel sangue, sono leader mondiali nell’arte di spettacolarizzare qualsiasi cosa fino ai limiti della decenza. Il mantra da perseguire e’ quello di rendere qualsiasi spettacolo quanto piu’ accessibile, audience-friendly, interattivo.

Poteva il basket scampare alla furia dello show-biz? Negli US, la partita di basket e’ solo una parte dello spettacolo che viene offerto a chi paga i non sempre modici prezzi dei biglietti NBA. Il gioco, la pallacanestro, e’ solo una parte del “pacchetto” che comprende una miriade di attivita’ di contorno. Dice: quindi dov’e’ il problema?Al contrario dei molti ruderi italiani, le arene NBA sono delle pantagrueliche cattedrali pagane che ospitano al loro interno una gamma amplissima di attrazioni (negozi, ristoranti, aree ricreative per bambini,stands, fast-foods, chipiunehapiunemettas) che permetterebbero di trascorrerci dentro una allegra serata senza nemmeno guardare la partita.  Fin qui, solo ammirazione mista ad una sana invidia.

Il problema e’ quando si perde la bussola e ci si confonde tra quale sia la portata principale e quale sia il contorno. Essendo appena tornato dall’ennesima partita persa con sdegno dai wizards, il mio dubbio e’ che le patatine (stra)fritte abbiano soverchiato la bisteccona al sangue.

I Wizards semplicemente esagerano: oltre ad offrire una pallacanestro sciatta che dovrebbe far gridare al rimborso del biglietto, somministrano una over-dose letale di shows, entertainers, mascottes (G-Wiz e G-Man, uno piu’ inutile dell’altro), dancing crews e attrazioni arringa-popolo quali kiss-cam, dance cam,  t-shirt-tossing, burrito-tossing featuring Chipotle (WTF?).

Ne risulta che lo show chiamato pallacanestro, anziche’ rinvigorito, viene svilito. I performers sono figuranti caricaturali; gli spettatori, smaniosi di interagire, passano dall’essere fans all’essere fanatici invasati del nulla. Mi capita spesso di avere bambini affianco che, sopiti per tutta la partita, si destano improvvisamente durante la Dance-cam per muoversi nella maniera piu’ appariscente possibile nel tentativo di essere inquadrati. Se il regista non si accorge di loro, negando cosi’ 5 secondi di tanto agognata popolarita’, puoi sentire letteralmente la loro delusione gridata ad alta voce.

Il mio dubbio e’ stato piu’ che confermato ieri sera dopo che la sorte, sempre infingarda, mi ha assegnato il biglietto a due posti di distanza dal bambino star della dance-cam. Il fanciullo in questione, che si aggira sulla decina d’anni, gode in media di 2 o 3 inquadrature in virtu’  di un talento alla danza tarantolata infinitamente maggiore che qualsiasi altro coetaneo nel Verizon. Il pubblico gli riserva istantaneamente boati che Nick Young si sogna. Gia’  sospettoso che venisse alla partita solo per i suoi 10 secondi di gloria (?), ho trovato un senso alla telecamera frontale dell’I-Phone e l’ho filmato di nascosto.

Occhi che controllano sistematicamente il jumbotron per capire se il regista lo sta inquadrando; spettatori circostanti che lo incitano a non mollare manco fosse Pantani in fuga sul passo Pordoi; delusione finale perche’ un altro coglione e’ riuscito nell’impresa di rendersi piu’ appariscente e/o ridicolo: non ha ballato nemmeno per un secondo per il gusto di muoversi a ritmo di musica. Aggiungiamoci pure che i Wizards erano sotto di 25 punti in quel momento. Et-voila’, la perdita della bussola e’ servita.

i giocatori wizards non fanno nulla per destare l’attenzione sul loro gioco, a parte qualche sporadica giocata da Sport-center dell’asse Wall-McGee. Una squadra che e’ 16-48, (1-29 in trasferta) e che soprattutto gioca con un’indolenza imbarazzante, in Italia sarebbe nel migliore dei casi salutata con un “A LAVORARE/ANDATE A LAVORARE/A LAVORAAAAAREEEEE” con tanto di avambraccio tergicristalleggiante. A Washington nessuno alza la voce nemmeno educatamente, tanto ci si puo’ sempre distrarre  con il prossimo giochino con in palio qualcosa gratis o addirittura qualche secondo sul maxischermo. Lungi dall’essere un nostalgico della maleducazione all’Italiana, questi giochettini per cerebrolesi non mi scivolano piu’ via come facevano quando li ammiravo con occhi da neoarrivato.

p.s. Take this Rocky!

commenti
  1. steep_app scrive:

    da fuori non l’avevo mai notato questo lato della nba che oggi ci hai proposto.
    imbarazzante!!!!

  2. […] giorni fa, da Washington, mi ero lamentato della degenerazione dell’atmosfera delle arene NBA in un teatrino demenziale dominato….  Bentornato a casa! E’ forse troppo chiedere una via di mezzo tra gli opposti di queste due […]

  3. […] Gli sparo una domanda sulla differenza tra tifosi italiani e quelli americani nella speranza che mi regali una chicca. “I tifosi qui non sono molto diversi da quelli dei college americani. Pero’ sono sempre un po’ piu’ carichi e partecipi“. Niente chicca per me, effettivamente le arene universitarie sanno essere calde tanto quanto i nostri palazzetti e non hanno nulla a che vedere con quelle fabbriche di showbiz che sono le arene NBA (Verizon Center di Washington in primis). […]

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